Discontinuità

Se c’è una parola che può riassumermi, in questi 35 anni, è “discontinuità”. Non so quante cose abbia iniziato e mai portato a termine, per indole, per pigrizia, per impegni diversi sopraggiunti, o per non so neanche io cosa.

Tra le cose mai portate avanti, posso annoverare questo blog.

Anzi, potrei anche chiuderlo da un momento all’altro, non avessi paura di pentirmene. È che sono fatto così, ho paura di prendere delle decisioni definitive. Che non significa non prendere posizione, ma prenderne una non troppo comoda, così non è difficile da abbandonare.

Dovrei scusarmi personalmente con gli amici che non ho più richiamato, con i compiti che non ho più portato a termine, con le persone cui non ho mai detto addio, ma non vedo né sento da lustri. Ma avrebbe senso?

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