Ricordi? Ma anche no

Ho appena cancellato 240 foto dalla memoria del telefono. Il che mi porta ad una riflessione sugli spazi che impieghiamo inutilmente, per conservare, sempre e a tutti i costi, pezzi di vita, momenti, immagini, persone, oggetti… Come se tenerli ordinatamente catalogati, piuttosto che alla rinfusa dentro un garage, fosse il segreto per non perderli mai. O la prova di averli veramente vissuti.

E invece, creiamo solo uno strato di “cose” che ci separa dagli altri. Gli oggetti, i ricordi, e tutto quanto legato al passato ha avuto una sua funzione nel momento in cui è stato usato. Dopo, basta. Per dire, che senso ha che io tenga ancora un’autoradio con le cassette, se non ho neanche una cassetta (e tra poco neanche un’auto)?

Tutta la smania di conservare è così innaturale… a volta mi sembra siamo come delle piccole formiche che mettono da parte il cibo per superare l’inverno. Solo che quello che mettiamo da parte noi non è cibo, e non serve per superare. Anzi, il più delle volte è proprio l’attaccamento alle cose che non ce ne fa superare la perdita, quando sarà irrimediabile.

Se avessimo la stessa costanza anche nei rapporti umani, forse, sarebbe un mondo migliore. O forse non faremmo che conservare immagini che nel tempo diventano stantie, mentre le persone intorno a noi cambiano.

Oh, insomma, non lo so. Alla fine, ho soltanto cancellato delle foto del cacchio da un telefono..!

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