A cena da me – 3

[CONTINUA DA PRECEDENTE]

Non ti scomponi, ormai sei abituata alle mie pazzie. Lo guardi, mi guardi, sorridi e mi baci con dolcezza, come se fossi il bambino dolcissimo che ne ha fatta un’altra. Mi dici che mi adori anche per questo, così ridendo ci abbracciamo, e torniamo a baciarci, prima con dolcezza, e poi in un crescendo di passione. Sei già avvinghiata a me quando entriamo in camera da letto. Le candele sono disposte e disegnano le nostre ombre tremolanti sulle pareti, sul soffitto. La musica arriva dal soggiorno, appena percettibile in mezzo ai tuoi gemiti, mentre ci strusciamo addosso cercando di eliminare ogni millimetro di spazio in mezzo a noi. Ti bacio l’orecchio sinistro, adori quando lo faccio. Ti sento scossa dai brividi, mentre le tue mani si infilano tra i miei capelli, li accarezzano, li tirano. Sono teso fino allo spasimo, con te ancora avvinghiata addosso, ti metto con le spalle al muro, mentre scendo con la bocca lungo il collo, e le mie mani non incontrano resistenza mentre ti spogliano senza alcuna dolcezza, ma con la foga di chi trova l’acqua nel deserto. Con qualche difficoltà mi spogli anche tu, perché io proprio non riesco a star fermo, mentre le mie mani scorrono ed esplorano tutta la tua femminilità, le curve su cui sbando volentieri, la tua pelle che ad ogni tocco emana il suo profumo, sotto il calore dei mie polpastrelli. Ti afferro un seno con la mano a coppa, lo sollevo e lo bacio, lo mordo piano. Sei nuda, ad eccezione di una brasiliana che è tanto umida da chiedere pietà. Ed io mi lascio sempre impietosire dalle brasiliane. Te la sfilo, e fai un movimento con le gambe così naturalmente sexy che potrei dirti che ti amo solo per quello. Che sono completamente cotto di te, stregato dalle tue sfumature. Ma non dico niente. Tu lo sai già. Non sei una donna che ha bisogno di conferme dalla mia voce, quando i miei occhi e le mie mani urlano tutto il mio amore.

Ti stendo sul letto, e comincio a baciarti e carezzarti dalla punta dei piedi, praticando un massaggio circolare sulle piante, per alleviare il dolore delle scarpe alte e sexy che hai messo solo per me. uttMentre le mani si trattengono ancora sui tuoi piedi, con le labbra salgo lungo il collo del piede, giro intorno al tendine di Achille, che mordicchio e bacio, per dopo pizzicarlo con le dita. E ancora la bocca sale lungo il polpaccio, quella gamba così bella, così proporzionata, così mia. Le mani seguono il percorso delle labbra, massaggiando e asciugando dove ho lasciato il segno, ma la bocca è sempre in vantaggio, e sale su, dietro l’incavo del ginocchio, su per la coscia, con lentezza ma con decisione, punta verso l’obiettivo del tuo piacere. Quando arrivo all’inguine, sul viso sento tutto il tuo calore, e il tuo odore di buono, di pane appena sfornato. Mi ci tuffo dentro, affamato, come fossi a un buffet e dovessi arraffare per primo tutto quello che c’è, prima di perdere i piatti migliori. Mentre gemi, pieghi le gambe e me le incroci dietro la schiena, come piace a me, attirandomi ancora più dentro, come se volessi inglobarmi. Sussulti e ti muovi e mi muovi, ancora sono dentro te con tutta la faccia, ma prima ancora con tutta la voglia, con l’anima. Con un movimento brusco mi allontani con le gambe, e mi inviti a sollevarmi, a baciarti ancora, a scoprire l’altra metà di te che non ho ancora visitato. Salgo lungo la pancia con la punta della lingua, ti sento rovente mentre con le mani ti cingo in vita, e dall’ombelico, dove ho indugiato più del necessario, salgo lungo la linea dell’addome, in mezzo ai seni, su per il collo. Qui mi fermo di nuovo a campeggiare, piantando i picchetti dei miei denti, affondandoli nel morbido terreno del tuo collo, mentre gemi, la testa riversa indietro, madida di sudore. Salgo su verso il mento e le labbra. Ah, quale meraviglia. Le tue labbra morbide si schiudono senza opporre un minimo di resistenza, e la tua lingua è già sulla mia, e intorno. Con la mano ti accarezzo il ventre piatto, il pube, e poi più giù, mi apro un varco con le dita, mentre continuiamo a baciarci. In due secondi sono dentro di te, sopra di te, ma sei tu che mi domini e guidi. Anche da sotto. I tuoi movimenti e le fiamme che vedo nei tuoi occhi, quello è il mio navigatore. Sento il piacere scorrere dentro di te, fluire attraverso il tuo corpo e montare nel mio. Ci baciamo intensamente mentre sono dentro di te, muovendoci all’unisono, forse al ritmo della musica che non sento più, ma che in qualche modo percepisco, come l’avessi dentro.

Snoopy entra in camera, allarmato dai nostri gemiti, viene sul letto e ci guarda. Scoppiamo a ridere, mentre lo coccoliamo allo stesso tempo, in testa, e penso che la felicità è quella. Poi penso che la pentola è ancora sul fuoco, e l’acqua sarà finita da un pezzo.

[CONTINUA…]

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