La lista della spesa

So che sto per dire un’ovvietà, ma… quanto è comodo avere una lista della spesa?

La prepari prima, ti segni tutto quello che ti serve, idealizzi il percorso nel supermercato, e cerchi di mettere la lista in ordine seguendo quel percorso immaginario, che hai fatto tante volte. 

Io comincio sempre dalla verdura e dalla frutta. Mi rendo conto che è una cosa stupida: la verdura andrebbe presa all’ultimo minuto, altrimenti rimane schiacciata dall’altra spesa che prendi successivamente. Ma io ho una mia logica. Intanto, quando entro al super mercato ho energie sufficienti per resistere una ventina di minuti, quindi devo approfittare dell’entusiasmo iniziale per mettermi a scavare nel banco verdure tra quelle più dignitose. è un tempo che non potrei dedicare mai alla fine della spesa, perché sarei completamente esausto dallo sforzo di mantenere la calma davanti alle file inutili, alle vecchine che non arrivano a prendere i prodotti posti in alto, ai bambini urlanti e le mamme disperate che li inseguono, mentre si lanciano col carrello a tutta velocità verso quella invitantissima pila di bottiglie d’olio che sembra fatta apposta per essere buttata giù.

E insomma, cominciamo dalla verdura, rigorosamente di stagione. Che qui in Veneto significa mangiare o asparagi o radicchio o spinaci. Il resto è importato. Passiamo alla frutta, dove spicca il melone per 2 mesi l’anno, poi si passa alle mele e ai kiwi. I pomodori ci sono 365 giorni l’anno, ma sono fake. Passo avanti. Piuttosto prendo un sugo in barattolo.

Dopo frutta e verdura, viene automatico passare al banco carne/pesce, ma da quando ho scoperto il fantastico mondo del vegetarismo, mi viene un nodo in gola ogni volta che vedo quei poveri astici rinchiusi in una vasca e con le chele legate per non ferirsi a vicenda, o suicidarsi dopo aver visto le vecchine che passano là davanti. 

Quindi tiro dritto, vado al bancone del pane. Il pane, dovete sapere che nel Veneto è immangiabile: crosta dura, interno pressoché inesistente, e quando c’è, è gommoso o duro o stantio. PEr fortuna il proprietario del panificio ogni tanto ci delizia con il pane lievitato naturalmente. Che puntualmente, fa lievitare anche me, ma non posso rinunciarci!

Scendendo giù si arriva al reparto surgelati, e lì interrompi la catena, pensando: certo, se prendo i surgelati adesso, tempo che arrivo alla cassa sono già scongelati. Meglio prenderli alla fine. E così vai avanti, reparto latticini, dove ho scoperto che hanno anche il seitan. A proposito di seitan, so che il vegetarismo è anche una moda, ma non mi sembra giusto farlo pagare così tanto! 

Passiamo al lato opposto. Prendiamo da mangiare per i mici, quintali di croccantini e bustine e schifezze mal assortite. Sono vicino al reparto elettronica, e un geek come me non si lascia mai sfuggire l’occasione di controllare le ultime novità, magari vedere se sono esposte sul bancone e si possono toccare, guardare, apprezzare da vicino. Spesso rimango deluso, e torno indietro. Si va verso il reparto pasta e scatolame. Qui la fantasia si sbizzarrisce: dalla pasta all’uovo alla pasta integrale, dai sughi pronti ai semplici pelati da mettere sulla pizza. Procedo all’inverso, riavvicinandomi al banco surgelati. Quando arrivo lì, il carrello è già pieno, esattamente come le mie palle, e quindi rinuncio. Vado in cassa, schivando un moccioso sul carrello scagliato ad altissima velocità (altro che TAV!).

Ovviamente appena metto giù i primi due prodotti sul nastro della cassa, realizzo che ho dimenticato qualcosa, ma ho già la fila dietro, non posso districarmi. Finisco di vuotare il carrello, sorrido compiacente alla cassiera che mi chiede da 3 anni se ho la tessera, quando sa benissimo che non ce l’ho e non voglio farla.

Riempio i sacchetti, almeno uno su tre si buca appena lo sollevo. Non che li riempia tanto, ma questi cazzo di sacchetti biodegradabili hanno la stessa resistenza del burro fuso.

Mi faccio dare un altro sacchetto per la modica cifra di 10 centesimi, provo a travasare la roba dal sacchetto bucato, rinuncio e travaso tutto il sacco bucato in quello nuovo.

Pago, sorrido ancora (in realtà è una smorfia, dopo aver visto l’importo totale, ma sono dettagli).

Col carrello arrivo fino al parcheggio sotterraneo, e qui devo fare uno sforzo di memoria per ricordarmi dove ho parcheggiato. Provo a far scattare la chiusura, per rintracciare la macchina che lampeggia, ma i 6 geni intorno a me stanno facendo esattamente la stessa cosa, per cui in un attimo il parcheggio si trasforma in una specie di discoteca, musica gentilmente offerta e diffusa dal supermercato.

Comincerei a ballare, ma vedo avvicinarsi una delle vecchie. Secondo me sono comparse pagate dai supermercati. Vedo la macchina con la coda dell’occhio, esattamente nel punto opposto a quello in cui la stavo cercando.

Rimetto la chiave in tasca, apro il bagagliaio. è una specie di vizio, perché in realtà so già che non c’è spazio per i sacchetti, come sempre. Sibilo un vaffanculo tra i denti, richiudo il portello, apro lo sportello dietro, sposto il cappotto che è adagiato sul sedile dalla fine dell’inverno 2012, devo ancora portarlo in lavanderia, ma l’ho dimenticato anche stavolta. Altro sibilo. Metto i sacchetti al loro posto, in modo che non cadano alla prima curva, e puntualmente mi sbaglio, perché cadranno già appena faccio manovra per uscire dal parcheggio, rovesciando il contenuto sotto al sedile. Forse il cattivo odore nella mia macchina è una mozzarella del 2008 che non sono riuscito a recuperare?

Salgo su per la rampa d’uscita, mi dirigo a casa e mi vengono in mente le mille cose che non ho preso, perché non avevo messo neanche in lista.

Quindi, alla fine, la lista si è rivelata inutile.

Come sempre

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Vita di coppia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...