Se ognuno dice la sua…

… anch’io dico la mia!

L’argomento di oggi è: libri di testo in formato digitale.

È l’argomento più scottante in Italia, adesso. Insieme ai marò, a Battiato e le troie in parlamento, alle consultazioni tra Bersani e M5S. È comunque il mio preferito, perché finalmente viene dato il giusto peso all’innovazione digitale, in questo paese di vecchie carampane.

Sfatiamo subito un mito: non servono tutti gli investimenti che temono i professoroni; non servono aggiornamenti agli insegnanti; non serve comprare device da 600 €, né tantomeno connessioni ad internet a fibra ottica a scuola.

Basta un e-reader, anche in bianco e nero; i libri si scaricano da casa, e chi non ha internet a casa (50% delle famiglie, dicono!) ha la possibilità di acquistare il libro presso un rivenditore, comprensivo della scheda sd dove salvarlo, leggerlo, evidenziarlo, sottolinearlo. Spostarlo in altri devices.

e-readers

Qualcuno ha tirato in ballo che si perderebbero un bel po’ di posti di lavoro nell’editoria scolastica. Può darsi. Ma è un prezzo che prima o poi dovrà essere pagato. L’editoria è comunque destinata al fallimento. Anzi, se preso per tempo, il passaggio al formato digitale può creare nuovo lavoro e trasformare quello vecchio.

Tutto dovrebbe passare in digitale, dai volantini coi quali ci sommergono e riempiono le cassette postali, ai libri scolastici, le riviste, i quotidiani.

Prediligiamo il contenuto, adattandolo alla forma degli e-reader. Un investimento iniziale che va dai 70€ del Kindle base ai 190 della versione più evoluta del Kindle Paperwhite con connessione 3G gratuita (ecco che il wifi nelle scuole non serve più!). Insomma, con un device unico i bambini e i ragazzi non si sobbarcano dei pesi enormi (zaini pieni di libri, come se ne sono sempre visti in giro, e bambini sempre più storti e con difetti posturali), possono usare lo stesso device per leggere e scrivere, far di conto, familiarizzare subito con un mondo, quello dell’informatica, che è di imprescindibile importanza per il futuro, sia dei singoli che della comunità intera.

Ora, trovate pure tutti gli impedimenti del mondo al passaggio al digitale. Restiamo a guardare, mentre tutto il mondo va avanti ed evolve. Rimaniamo indietro, che problema c’è?

Tanto la Terra è tonda, e prima o poi, se vanno tutti avanti, dovranno pur ripassare da qui, vero?!

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