Auguri, papà

Non scrivevo qualcosa per te dai tempi dei lavoretti a scuola. Questo post sicuramente non potrai appenderlo al frigo, anzi, probabilmente non lo leggerai mai. Ma volevo comunque dirti GRAZIE.

Perché se oggi sono quello che sono, è tutto merito (o colpa?!) tuo.

Quindi per ringraziarti come si deve, ti chiamerò stasera, ti farò gli auguri, e come sempre mi vergognerò di dirti che ti voglio bene. Non te l’ho detto spesso; anzi. L’ho pensato, tante volte, ma non ho mai avuto il coraggio di dirtelo, per paura dela tua reazione, perché ‘Ti voglio bene’ lo dicono le femminucce, mi hai detto una volta.

E così, io non te lo dirò. Ti farò solo gli auguri, e il mio affetto sarà implicito in quella parola vecchia di millenni. Come il rapporto padre/figlio.

 

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