Il bar sotto il mare (ovvero, il sapore di qualcosa di già letto)

Dicevamo di quel libro di Benni, il bar sotto il mare.

Un coacervo di genialità. Tirare in ballo la parola “coacervo” non è un caso. Erano anni che sognavo di scriverla da qualche parte, e vedere di nascosto l’effetto che fa. Va bene, minchiate a parte, il libro merita almeno una lettura. Due se siete particolarmente rincoglioniti, come me che lo sto leggendo per la seconda volta, ed è come se non l’avessi mai letto. Forse dovrei rispolverare libri tipo l’Alchimista, Bastogne, Il nome della rosa. Saranno pieni di polvere, sicuramente. Rileggerli a distanza di anni dovrebbe svegliare in me non il ricordo, ma la consapevolezza. Dovrebbe fare un effetto tipo maieutica, come quando stai vedendo/sentendo qualcosa che avevi già visto/sentito prima, ma che non ricordavi, e ti affiora alla memoria come la cosa più semplice del mondo. La mia proprietà di linguaggio, nel frangente della frase precedente, è discutibile. Chiedo perdono.

Sono passate non so quante righe, e ancora non ho recensito il libro. Semplicemente, non è il mio lavoro. Lascio queste attività noiose a chi possa trarne beneficio (o almeno, un reddito). Mi limiterò solo a sostenere che rileggere un libro dopo anni non è come non averlo mai letto, ma più o meno circa quasi. Cazzo voglio dire?

Che nonostante alcuni personaggi mi tornino nuovi, ed altri ricordino vecchi conoscenti, altri ancora vecchi amici… beh, insomma, nonostante i personaggi, la metamorfosi più straordinaria è quella della storia. La storia che rileggi non è mai uguale a come l’avevi letta. C’è un che di diverso. La trama rimane uguale, ma ci sono dei passaggi che sicuramente ti erano sfuggiti alla prima lettura. Li ritrovi ad una seconda, ma probabilmente anche con una terza rilettura, ti soffermeresti su particolari nuovi, sfumature inaspettate, nonostante tutto.

Un giorno mi succederà anche rileggendo i miei vecchi post. Alcuni li troverò totalmente privi di senso, altri presuntuosi da morire, altri ancora così puerili che mi vergognerò, come oggi mi vergogno quando leggo le poesie che scrivevo da bambino. E quando le scrivevo, ero così felice, così orgoglioso di me, così avido di conferme da genitori e parenti, che applaudivano quel genio incommensurabile che faceva rime peggio di Cristina d’Avena. Tra 20 anni mi vergognerò di questi post, di tutta l’anima che pensavo d’averci messo dentro, e di quanto la mia anima fosse sterile.

Caro Alessandro, quando rileggerai anche questo post, ricordati che avevi previsto tutto. Avevi previsto quel misto di imbarazzo, amor proprio e incredulità nel leggere queste parole. Avevi previsto che, finito di leggere il blog, ti sarebbe venuta voglia di aprirne un altro, più maturo. Forse meno pigro? No, non si cambia mai, nella vita. Se mi stai ancora leggendo, non è perché hai smesso di essere pigro, ma per capire dove voglio (dove volevi!) andare a parare.

E chissà se ti ricorderai la sorpresa che sto per farti: non voglio andare a parare da nessuna parte. È così, semplicemente. Se adesso sei arrabbiato con me (con te!), sappi che non sei cambiato affatto. Hai sempre voluto la risposta confezionata, e sei rimasto deluso anche questa volta. Non saprai mai la verità, non saprai mai qual era la versione giusta, sicuramente non la saprai da me.

Vorrei anche ricordarti la password per accedere a questo blog, che avrai sicuramente dimenticato, ma per ragioni di privacy, non posso. Potrei dirti che è la solita, ma tra vent’anni, cosa sarà ancora solito, e cosa no?

Stammi bene, e non invecchiare troppo

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2 commenti

Archiviato in Storie

2 risposte a “Il bar sotto il mare (ovvero, il sapore di qualcosa di già letto)

  1. Martina

    Avvisami se dovessi pubblicare un libro andrei a comprarlo immediatamente…perchè mi diverti…mi emozioni…perché mi ritrovo nelle tue frasi..perché non mi annoi…perché se leggo la prima parola del tuo post devo necessariamente arrivare al punto finale…e queste sono tutte sensazioni che dovrebbe suscitare un buon libro…

    • Ti avviserò sicuramente, ma ho i miei dubbi sul fatto di riuscire prima o poi a pubblicarne uno… Ma grazie per lo stimolo e le belle parole. Ai miei editori potrei dire che almeno un lettore è già assicurato! 😉

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