Si parteeeee!!!

Questo è il mio primo post da un aereo. Quindi potrebbe essere anche l’ultimo! Quindi intanto, con un pizzico di scaramanzia, ringrazio e saluto tutti!
Adesso che mi sono tolto questo peso, posso cominciare a scrivere qualcosa di sensato. Ho un nodo nello stomaco ad ogni viaggio, chissà perché?! Eppure, ne ho fatti tanti! Ma ogni decollo è una sorpresa! Stringo i denti, chiudo gli occhi, strizzo il culo e ci vediamo a Trapani, se tutto va bene, quandp l’attesa del pullman stimata in un’ora, mi porterà a scrivere una marea di cazzate, come sempre!

Eccomi arrivato a destinazione. Tempo perfetto, da andare a mare. Privilegio che mi concederò domani; adesso aspetto il pullman che mi porterà a Palermo, dove mio fratello mi aspetta già. Si prevede doccia e cambio maglietta (sono già un bagno di sudore!) e cena luculliana somewhere near the sea, giusto per fare fighi.
Il viaggio è stato normale, ho trovato un vicino di posto completamente terrorizzato dagli aerei, e questo, incredibile a dirsi, mi ha fatto sentire meglio, sicuro di me, mi ha fatto analizzare le statistiche sugli incidenti aerei con un’altra visione. Insomma, ero fiero e sicuro di me, e non vedevo l’ora di vedere il mare.
In prossimità di Trapani, quando per colpa dell’atterraggio ho dovuto mollare l’ipad, ho visto l’isola di Favignana che si stagliava sul mare, bianca dall’alto, a darmi il benvenuto nella mia terra.
Per quanti poeti possano aver tessuto le (l)odi della sicilia, nessuno può amarla quanto un siciliano, soprattutto se emigrato. Tornare nel casino, nel caldo afoso, nello sporco di questa terra non dovrebbe essere esattamente la cosa più bella del mondo, ma, per qualche strano motivo, lo diventa. Sarà il sole che, abbagliandomi, offusca la vista e i pensieri.
Saranno i ricordi dell.infanzia e dell’adolescenza legati a questa terra selvaggia… Sarà quel che sarà, è da quando ho visto il mare dall’alto che sorrido senza sosta.
La mia prima interazione a terra è con la bigliettaia del servizio pullman, una ragazza carina tra i 25 e i 30, sorriso genuino. Mi ricorda che le bellezze femminili di questa terra hanno qualcosa di diverso. La mia donna non me ne voglia!
Mentre sto seduto a terra, con le spalle appoggiata ad un enorme vaso con un cactus (cazzo siamo proprio in Sicilia!), il sole mi sta praticamente abbronzando, e mi impedisce anche di vedere chiaramente la tastiera dell’ipad,
Il cielo terso e una leggera brezza marina completano il quadro idilliaco, non fosse per il furgone in folle, e acceso da 20 minuti, che mi sbuffa accanto. È bastato scrivere del furgone perché andasse via, potev farlo prima?!
Mancano 15 minuti all’arrivo del mio pullman, poi rivedrò i miei fratelli e mio padre, dopo più di un anno.
Chissá come saranno cambiati, e come mi troveranno cambiato.
Più saggio, più maturo, più grasso e con i capelli che cominciano ad imbiancarsi, forse troppo presto. Ma mi roconosceranno, in fondo, in me, nulla è davvero cambiaro, e sono ancora il ragazzino che giocava a pallone in spiaggia, che ascoltava il rumore del mare nelle conchiglie, che mai avrebbe pensato ad una vita diversa…

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