37036

Non è mia abitudine fare marchette, ma ieri sera ho scoperto un localino niente male, nei pressi della stazione del mio paese. Il nome del locale è uguale al cap; lo 0 centrale è a forma di calice. È stata quella la finezza estetica che mi ha fatto notare il locale ieri mattina, mentre passavo, sbadato come sempre, in bicicletta. Qualcosa mi aveva attirato e sono andato a vedere; ho memorizzato gli orari di apertura, e mi sono ripromesso di andarci prima o poi. 

L’occasione si è presentata la sera stessa: un aperitivo con gli amici, per festeggiare il raggiungimento di un obiettivo (ma sarebbe andato bene qualunque pretesto). Ho proposto di andare lì, e gli amici si sono fidati. Speravo solo di non deluderli troppo.

Arriviamo e parcheggiamo nel parcheggio della stazione*, ci incamminiamo verso quell’unica vetrina del locale. Entriamo un po’ timorosi, e si apre ai nostri occhi uno spazio decisamente inaspettato: decine di tavoli nell’esterno, in una terrazza arredata con gusto, e ambiente e musica lounge. Il primo aggettivo che mi è venuto in mente per descrivere il posto, è stato ‘insospettabile’: nessuno avrebbe mai detto che dentro fossero riusciti a ricavare tanto spazio.

Ci siamo accomodati all’esterno, due spritz per le donne, un lugana per il mio amico, gewurztraminer per il sottoscritto. Chiediamo un piattino di patatine, tanto per accompagnare il vino nello suo cammino verso lo stomaco. Il cameriere, solerte, ci risponde che c’è un tavolo dentro per il buffet.

E come ogni siciliano che si rispetti, ho rimboccato le maniche (in realtà ero in t-shirt, e faceva anche un discreto freso, lì fuori!), e sono partito con l’amico alla volta del tavolo della cuccagna. Lì sopra, dalle patatine, alle olive, passando per la crudité di zucchine e carote, la pasta fredda, formaggio e salame, si arrivava alla fine del tavolo, dove eleganti posate di plastica (giuro, eleganti!) aspettavano di essere impugnate. Ho portato il piatto al tavolo, dove nel frattempo mi aspettava il gewurtz, e le donne stavano già bevendo (a proposito, va bene la cavalleria che mi fa prendere il piatto anche per le donne, ma almeno aspettarmi per un brindisi?!). Non contendo di un piattino da dividere, sono andato a rabboccarne un altro. Mi sono accomodato, e ho sniffato il mio vino. Odore fruttato, temperatura perfetta. Assalgo il piattino con la foga di chi non mangia da secoli, e sorseggio il vino da vero signore. Intavoliamo una amabile conversazione, di cui, dopo i primi sorsi, non ricordo più nulla. Infatti, a furia di non ricordare, avevo dimenticato il telefono sul tavolo, andando via! 

Ho gradito molto il posto, sono sicuro che ci tornerò presto, perché cenare con 2,5 € di vino non capita tutti i giorni. è valsa davvero la pena andare. 

*Il fatto che fossimo nei pressi di una stazione non ha dato nessun disturbo, dalle 20 alle 20:45 saranno passati al massimo 2 treni, e tutti a velocità ridotta.

Disclaimer: l’autore del blog sottolinea di non aver guidato in stato di ubriachezza. I prezzi del vino possono cambiare, così come il menu del buffet. 

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