Paese che vai… a puttane

Le teorie del complottismo non mi sono mai piaciute. Con quelle si può dimostrare tutto, e niente. Dietro a qualunque evento ci si può nascondere il mondo marcio che tutti temono.
Sarebbe importante documentare queste teorie, supportarle con qualcosa di concreto. Non si può sparare nel vuoto, sperando di centrare qualcuno. Si rischierebbe di colpire un altro capro espiatorio.
Ci vogliono prove, ci vuole concretezza, ci vuole interesse dei cittadini per la cosa pubblica. Ma finché saremo impegnati a curare il nostro orticello, a difenderlo dall’esterno investendo tutte le nostre forze e risorse, la cosa pubblica rimarrà nelle mani della casta.
Lamentatevi pure, ma non servirà a niente.
Non serve neanche far dimettere l’attuale classe politica. Perché mancherebbero tutte le altre classi: notai, banchieri, dirigenti… e mandare via queste persone significa dover pagar loro anche la pensione, per un lavoro che hanno fatto male, o nel loro interesse. Si creerebbe un vuoto di potere che nessuno potrebbe colmare. Non più il cittadino, disabituato ad interessarsi della cosa pubblica. Non le giovani leve della politica, figlie e schiave della gerontocrazia precedente e portatori della stessa ideologia.
Qual è la soluzione, allora?
Me lo dica lei, signor Grillo.
Mi dica come sovvertire l’ordine millenario senza rischiare collassi economici, politici e sociali, in un Paese che è già stato spremuto al limite delle sue capacità… a prescindere dai colpevoli, pensiamo alle soluzioni, non a condannare gli intoccabili. Tanto a loro non succederà mai niente (vedi vicenda Mills).

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